Death Stranding analisi trailer

Death Stranding: analisi del trailer con la release

Editoriali

Eccoci qui, nuovamente coinvolti nel capire cosa sia un effetti il Death Stranding di Kojima Production mediate l’analisi del più recente trailer (meno fumoso di quello del 2017) che ha svelato la release, o meglio la data di uscita.

Sembra quindi ovvio mettere le mani avanti dicendo che Death Stranding è nelle sue fasi finali di sviluppo. Il primo progetto della Kojima Production, nata dopo il disastroso abbandono dell’omonimo sviluppatore dagli studi di Konami, ha quindi i mesi contati prima di arrivare nelle mani dei fan e sotto la lente della stampa videoludica internazionale.

Gameplay fuori etichetta

Sappiamo che il gameplay esula dalla classica etichetta di genere, cioè nelle sue meccaniche può alternarsi tra fasi stealth alla Metal Gear Solid, combattimenti e esplorazione libera di quello che all’apparenza è un mondo di gioco colossale.

Al di là del cast stellato e dei letali nemici invisibili detti “CA” ben noti a tutti, negli 8 minuti di trailer si sono visti ben nuovi tre biomi dalla solita città devastata: le montagne innevate, colline rocciose e una palude.

Secondo la nostra analisi del trailer, il mondo di Death Stranding sembra essere mooolto più vasto di quanto Kojima abbia lasciato intendere (ora che c’è la release deve mostrare i muscoli). Il protagonista Sam si è visto molto spesso vagare, non solo in questo trailer, di qua e di là sempre zaino in spalla.
Oltre all’esplorazione appiedata si vede Sam guidare una moto futuristica, utilizzare un menù a rotazione per utilizzare scale e rampini in un ambiente che suggerisce un level design architettato appositamente per mettere in difficoltà il giocatore.

Eventi casuali? Analisi

A seguito di questo profonda esplorazione della mappa, la nostra analisi del trailer ci porta a parlare di eventi casuali in Death Stranding. Un po’ come gli incontri di “strani personaggi” nella serie GTA V, o di fanciulle in pericolo in The Witcher 3: Wild Hunt.

L’immagine soprastante mostra in lontananza una struttura con due radar e una particolare antenna, con poco più a destra un filamento nero che tocca il cielo. Mentre l’incontro con “chi resiste al futuro” al minuto 2.43 del trailer è molto probabile che sia casuale visto il “ping”, o segnale, lanciato all’improvviso e che ha colto Sam in campo aperto costringendo a difendere il proprio carico a cui erano interessati gli altri umani. L’utilizzo di armi stordenti può essere un chiaro segnale che quello che trasporta Sam è di estremo valore…

Allora non si parla di casualità, o no? In Death Stranding sembrano esserci entrambi, con luoghi in cui sono presenti determinati pericoli e altri invece che coglieranno Sam durante l’esplorazione (da fattorino).

Connessi, uniti in Death Stranding

Più e più volte è stata utilizzata la parola “connessi”. Ma più che indicare la connessione tra due entità, sembra rimandare all’unità tra gli esseri umani. In effetti in questo trailer, senza bisogno di analisi approfondite, di Death Stranding la trama e i personaggio sono stati presentati quasi senza il consueto alone enigmatico, complice anche la release e far capire di cosa si tratta.

A quanto abbiamo potuto vedere l’America di Death Stranding è completamente divorata da conflitti interni tra fazioni e ovviamente la calamità dei “CA” sta distruggendo quello che rimane.
La Presidentessa (forse la prima) degli States chiede a Sam di completare l’opera di un’altra persona e riunire tutti nuovamente sotto unica bandiera. Tuttavia il protagonista rifiuta senza tante cerimonie mandando a quel paese lo stopposo spirito patriottico che si trova in videogame come The Division, ma che mal si addice ai videogame. Insomma il “non ci serve una nazione” è bruciante e anche al di fuori dei soliti cliché.

Come sarà possibile “connettere” tante diverse realtà sotto unica bandiera? Credo che lo scopriremo giocandolo l’8 novembre. Ma l’analisi del trailer di Death Stranding ci presenta già delle fazioni ben definite, prima fra tutte quella dei ricercatori del Bridges (“ponti”, anche qui un altro sinonimo di connettere, unire), per cui lavora Sam e unici “buoni” della situazione.

Al di fuori ci sono i “coloro che resistono al futuro”, forse rivali del Bridges; gli Homo Demes, una sorta di terroristi dai poteri soprannaturali e maschere d’oro (vi ricordate?); “chi resta connesso al passato” cioè le CA, i mostri; “chi è legato agli inferi” cioè il personaggio interpretato da Mads Mikkelsen che sembra essere collegato più profondamente con il regno dei mostri, dei morti tanto da evocare soldati di guerre passate; e “chi cerca di restare connesso” cioè tutti coloro che sono i buoni di Death Stranding.

BB, Divina Commedia?

I così detti Baby Bridge sono i ponti di connessione tra il mondo dei vivi e dei morti. La morte e la vita sono due argomenti presenti in Death Stranding e non solo nel titolo.
Sam, il protagonista, dice di poter percepire le CA ma non di vederle e per questo si serve di un feto che lo aiuta a percepire il regno dei morti, anche grazie alla particolare antenna integrata nello zaino.

Quindi le figure scure, le CA che noi vediamo sono le anime dei morti? Cliff sarebbe una sorta di non morto che rievoca le anime passate? Stiamo quindi lottando contro noi stessi all’interno di Death Stranding? Kojima ha creato la propria Divina Commedia cercando di spiegare quello che c’è al di là della vita?

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Queste possono essere delle supposizioni belle e buone, ma il tutto sembra ricondurre alla connessione tra vita e morte. Vi ricordiamo il trasportare cadaveri da parte di Sam nei precedenti trailer, l’analisi di questi mentre parlava al Bridge e una donna che sembra rivedere il proprio neonato (minuto 5.33).
Al minuto 5.35 si vede Sam controllare le formule incise nel proprio medaglione e i parametri del Baby Bridge.

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Vita e morte; è un maestro Kojima-san. Sarà esattamente così? Penso che lo scopriremo molto probabilmente l’8 novembre su PS4, ma spero anche prima con un E3 2019 già in pieno fermento, dico bene? Fatemelo sapere sul nostro canale Discord!

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Matteum Primo
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