The Blind Prophet, il Geralt non Geralt ma sempre a caccia di mostri – Provato

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Grazie alla collaborazione con Indiexpo posso provare videogame appartenenti a sviluppatori indie(penendenti). Alle volte si rivelano solo delle idee abbozzate, altre invece titoli abbastanza intriganti e poco convenzionali: è il caso di The Blind Prophet: Blood of the Apostle.

Prendete un’ambientazione dark e dai temi maturi, aggiungete le meccaniche di un’avventura grafica e investigative alla The Witcher, lo stile delle vignette dei fumetti e non andrete molto lontano dal risultato finale. Posso inoltre anticipare che la kickstarter demo di The Blind Prophet, nonostante sia durata poco più di un’ora di gioco, mi ha lasciato la voglia di conoscere di più sulla trama e personaggi, sebbene le atmosfere fantasy dark legate a demoni e affini del “lato oscuro” del Cristianesimo, non siano il mio genere.

L’avventura targata ARS GOETIA inizia con “il profeta cieco” che si risveglia in una cittadina portuale di quelli che sembrano i nostri anni ’90, ma con lo scenario di gioco e colori dark che mirano a incupire l’atmosfera. In un batter d’occhio il profeta si ritrova a assistere a un tentativo di stupro, ma lo scongiura grazie a un colpo di spada verso la mano dello stupratore che scappa via come se non gli fosse appena stato mozzato un arto. Il giocatore in questo caso è solo un mero spettatore: non ci sono meccaniche legate al combattimento, o Quick Time Event con cui interagire, bensì mi è parso di leggere un fumetto.

L’azione vera e propria la si ha con la fase esplorativa e investigativa, dove il profeta (anche grazie ai propri sensi sviluppati alla “The Witcher”) riesce a evidenziare nelle varie micro aree di gioco, oggetti e luoghi di interesse, con cui il giocatore può “osservarli”, “parlaci”, “utilizzarli” o “metterli nell’inventario”. Insomma le classiche meccaniche di un’avventura grafica punta e clicca.

Senza voler sminuire minimamente il genere, che ha portato alle gloria titoli come quelli della serie Deponia, la kickstarter demo di “The Blind Prophet” è un susseguirsi di analisi di oggetti e esplorazione; i personaggi che ho incontrato sono ben caratterizzati e mi hanno lasciato ben poco della sensazione di copia/incolla.

Proprio a riguardo di ciò lo stupratore si è poi rivelato con una doppia personalità: un pazzo serial killer e l’altra quella di un uomo con una famiglia e sensi di colpa. La trama infatti svela che “il profeta cieco” non è altro che un cacciatore di demoni, dalle sfere dell’inferno a quella terrena, e che sconfiggendo con una certa fatica quello che sembrava un semplice demone, si scopre che è invece un Revenant presente, secondo il gioco e lo stesso cacciatore, solamente al di fuori della Terra. “Qualcosa non va…”.

“Un Revenant?! Impossibile…”

La kickstarter demo di The Blind Prophet si conclude così. Una nota dolente e a mio parere negativa, riguarda il fatto che il giocatore sembra essere un mero spettatore che non può modificare la trama. Quando infatti avevo rintracciato il demone/stupratore, dopo un po’ di indagini, per sconfiggerlo avevo a disposizione una ben precisa sequenza di vignette di dialogo che non rispettata portava al game over e non a una trama alternativa.

In conclusione i presupposti per una intrigante avventura grafica ci sono tutti. Quello che attualmente vi posso suggerire è di provare voi stessi la demo scaricandola da Indiexpo, nonché seguire la pagina Steam ufficiale.

È interessante notare che c’è già una data d’uscita, cioè il 20 ottobre 2019, e che grazie allo stretch goal della campagna di raccolta fondi, The Blind Prophet sarà sottotitolato in italiano.

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Matteum Primo
Videogiocatore, blogger, redattore, recensore, scrittore di fanfiction e... è tutto.
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