Chef: A Restaurant Tycoon Game, Cracco dice nì

Recensioni

Chef: A Restaurant Tycoon Game non è solo un’esperienza sandbox, ma la costante ricerca di un perfetto equilibrio tra ingredienti e la gestione del proprio ristorante, benché manchi qualcosa.

Non tutte le ciambelle… ma sono ugualmente buone!

InnerVoid Interactive fa quasi centro con il proprio nuovo videogame, nel quale il giocatore dovrà vestire i panni di uno chef alle prime armi nel mondo della ristorazione, per portarlo ai più alti livelli dove sarà sulla bocca di tutti: da chef stellati a critici culinari. Ma per arrivare al successo la strada è in salita e unta di grasso, sebbene l’avrei preferita un po’ più completa e ricca di eventi, anche imprevedibili, che aggiungessero pepe.

Dopo aver infatti rodato le meccaniche, arredato come si deve locale e cucina, nonché creato delle ricette succulente tramite l’apposito editor, non rimane che “skippare” giorno dopo giorno con la velocità x8. A un certo punto della partita sono rimasto tanto assuefatto da non vedevo l’ora che un divoratore seriale delle prelibatezze del mio locale (tsk, voi non avete i “Limonacci” nel vostro) lasciasse il tavolo in modo che un altro ne potesse occupare il posto; le due su tre ambite stelle Michelin non sono mancate a arrivare in appena 6 – 8 ore di gioco.

La ri-giocabilità è però garantita grazie alle diverse location in cui creare la propria attività e dalla possibilità di creare menù a tema, come quello vegano o completamente a base di pesce.

Non fraintendetemi: Chef è attualmente giocabile e godibile. Benché la sensazione generale è quella di un progetto incompleto, sebbene privo di bug.

Per quanto riguarda la sensazione di “incompleto” si parte dagli aspetti più banali, come l’aggiunta di una cassa o angolo bar, il gusto di un elettrodomestico o un’ispezione sanitaria, passando dalla chiusura e relativa uscita di camerieri e cuoci dal locale negli orari prefissi, il semplice stare in un angolo di questi ultimi per aspettare ordinazioni e richieste del cliente invece di essere sparsi qua e là, il prenotare un tavolo o locale per un evento.

Oppure in aspetti più profondi come le mancate relazioni tra lo staff e l’impossibilità di creare ruoli e gerarchie tipiche della ristorazione di livello (capo sala, commis, chef executive etc), la gestione degli ingredienti tenendo conto dello spazio nei frigoriferi e congelatori, il passare delle stagioni e relativo aumento di prezzi delle materie prime e gusti dei clienti per frutti e verdure di stagione, magari con il nostro chef che contratta accanitamente con i venditori del mercato locale.

Nonostante ciò, InnerVoid aveva presentato dallo scorso dicembre una completa roadmap in cui il team aveva scritto a chiare lettere di voler riempire alcune lacune introducendo quest dello staff, la gestione di più ristoranti e la sopracitata stagionalità. La costante attenzione e rilascio di patch lascia più che ben sperare. Tuttavia la recensione si basa sull’attuale stato di Chef: A Restaurant Tycoon Game; ora la parte difficile, cioè elencare gli aspetti positivi.

Olio di gomito e sacrificio portano risulati

Chi si affaccia in questo gestionale a tema culinario deve avere già in mente che è un gioco rilassante e riflessivo, adatto anche per quelle poche ore odierne di gioco a disposizione.

Iniziando la partita di Chef: A Restaurant Tycoon Game ci si ritrova in un locale spoglio, all’interno di una cittadina dove ho avuto la sensazione di essere uno dei tanti cuochi che cerca di tirare avanti la propria attività, piuttosto che di emergere. Benché debba essermi dovuto ricredere grazie alla progressione di gioco: da semplice cuoco a chef con una propria brigata riempie di orgoglio. Tuttavia il grado di sfida (come anticipato), una volta compreso il gameplay, cali drasticamente.

Man mano che la vostra popolarità aumenterà, grazie a nuove ricette e lo sblocco di abilità, sempre più persone vorranno visitare il vostro locale. Fin quando non avrete una fiumana di gente che rumoreggia alle porte del ristorante; un aspetto ben curato di Chef è la caratterizzazione dei ceti sociali che andranno a mangiare al vostro ristorante e di cui bisognare realmente tenere conto per scalare la vetta. Per fare un esempio un cliente della classe media si accontenterà di buoni piatti e prezzi contenuti, cosa che a un ceto alto non interesserà puntando invece sulla qualità di materie prime e pietanza.

Un altro degli aspetti più importanti e distintivi dello Chef di InnerVoid è la possibilità di creare da zero il menù e soprattutto le pietanze che saranno servite in tavola. L’editor “culinario” dedicato alla creazione delle ricette è più intuitivo che realistico: il giocatore avrà a disposizione dei modelli preimpostati con tanto di figura rappresentativa personalizzabile nei quali dovrà cercare di amalgamare il giusto mix di ingredienti, grazie a tabelle e statistiche sul gusto e qualità del piatto.

ChefAdvisor è la via

A completare il quadro di feature positive e accattivanti, se raffrontate a un altro gestionale culinario, riguarda ChefAdvisor. Grazie alla simpatica riproduzione di una nota app, i clienti votano da una a cinque stelle il menù, stile del locale, servizio e prezzi neanche fossimo ai “quattro ristoranti” di Borghese. Aumentando o diminuendo la popolarità, nonché indice di vittoria del proprio locale.

In Chef: A Restaurant Tycoon Game per avere successo non basta creare piatti buoni, ma anche saper amministrare la propria attività. ChefAdvisor è senz’altro il primo elemento di contatto con i clienti e con l’andamento dell’intero locale. Sebbene bisogna ogni tanto soffermarsi sulle statistiche per vedere il tipo di clientela, creare annunci mirati, assumere nuovi membri dello staff e macchinari che velocizzino la preparazione dei piatti. Stando inoltre sempre pronti a potenziare il menù e incrementare la qualità delle materie prime spendendo, in questo caso, appositi punti.

5 stelle, o quasi

Conclusioni

Come avrete potuto leggere Chef: A Restaurant Tycoon Game è in alcune sue parte semplificato, in altre incompleto, ma presenta sul mercato dei videogame un’avventura culinaria gestionale con i propri elementi unici, come l’editor delle ricette e ChefAdvisor, che lo rendono a suo modo unico.

La grafica isometrica e cartoonesca ben si sposano con la colonna sonora ideata per rilassare il giocatore e aiutarlo a focalizzarsi sulla propria carriera. Anche nel lungo termine, e benché si ripeta, i brani non stancano facilmente.

Acquistare oggi Chef: A Restaurant Tycoon Game su Steam a poco meno di 20 euro penso che sia un atto di fiducia. Fiducia verso i ragazzi/e dell’italiana InnerVoid Interactive e verso quella classe di sviluppatori nostrani che vogliono dire la propria nel soverchiante mercato dei battleroyale ormai presenti in tutte le salse.

A breve dovrebbero arrivare due massivi update, seguiti dalla localizzazione italiana ufficiale, altra attuale mancanza; insomma c’è tanta carne sul fuoco nei fornelli di InnerVoid Interactive, e io non vedo l’ora di assaggiarla tutta!

Voto 7/10
(Consulta la tabella dei voti)

Modus operandi
Ho ricevuto una copia gratuita di Chef: A Restaurant Tycoon Game su Steam, giocandolo per un totale di 8 ore con una configurazione hardware composta da GeForce GTX 970, Intel i5 4690k e 32 GB di RAM.

Informazioni sul gioco trattato nella recensione

  • Piattaforme: PC.
  • Genere: Simulazione, sandbox.
  • Sviluppatore: InnerVoid Interactive
  • Distributore: Digital Tribe
  • Data di uscita: 6 dicembre 2018
  • Sito ufficiale e tag del Videogame Post: “chef”
  • PEGI: n/c
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Matteum Primo
Videogiocatore, blogger, redattore, recensore, scrittore di fanfiction e... è tutto.
http://ilvideogamepost.net/

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