Premetto che questa vuole essere una mini fanfiction di Star Citizen, space sim attualmente in sviluppo, sulle esperienze di gioco del sottoscritto. I nomi riportati sono frutto della fantasia, le vicende invece sono ripercorse in chiave romanzata e potrebbero quindi discostarsi da quanto accaduto realmente ingame. Detto questo, buona lettura.

Port Olisar il paradiso dei commerci di Crusader – Parte 1

<<Port Olisar. Non il solito ritrovo di feccia del ‘Verse, ma il “paradiso dei commerci di Crusader”… Cazzate>>. L’oblò rifletteva la luce della stella del sistema sulla copertina di una rivista che citava tale slogan. Matteum Primo era steso nella propria cuccetta pensando che da lì a poco avrebbe dovuto imbarcarsi sull’ennesimo cargo per ricevere una misera paga come guardia del corpo. Se l’avessero pagato. Ormai era di moda promettere mari e monti senza avere le risorse necessarie per mantenere le promesse. D’altra parte il sistema non navigava nell’oro, sebbene i commerci fossero abbastanza fiorenti.

<<Forza!>> disse aprendo il mobiGlas. L’aggiornamento 2.0 aveva integrato un’interfaccia che non mostrava più quel fastidioso sfarfallio se esposta a fonti di luce. <<…Egar Interprises. Starfarer UEE Egar. Che fantasia… ore 12.00 am ora locale, presentarsi puntali>>.

La corazza e le armi emanavano un aspetto vissuto con macchie, strappi e tacche un po’ da tutte le parti. Ma Matteum non avrebbe affidato la sua vita a nessun’altra placca di metallo, anche se un fucile SMG non sarebbe stato male come nuovo acquisto.

Indossata undersuite e corazza il soldato si diresse quindi al primo piano del porto spaziale, puntando direttamente alla zona di atterraggio 00 dove sostava la colossale nave di classe Starfarer da più di un giorno per rifornimenti. L’incarico sarebbe stato come altri mille: controllo della nave e dei sistemi, e poi rotta verso l’ignoto per un periodo di 24 ore di ingaggio. Questa volta però avrebbe avuto a che fare con un’azienda emergente con tanto di pilota e ingegnere a bordo da proteggere, e scorta area da parte del collega Barf.

Il CommLink lampeggio tutto d’un tratto. <<Ohi Barf dove sei?! Abbiamo un contratto da sbrigare, dovresti essere già qui con la Raven.>> Rumori e mugolii provenivano dal led, senza che si definisse una scena chiara, che però inizia a figurarsi nell’immaginazione di Matteum.
<<Matt… Ho, ehm… Devo dare priorità a un altro contratto… ehm infuocato. Non posso muovermi ci sentiamo>> e poco prima che la comunicazione si interrompesse Matteum vide chiaramente un capezzolo scarlatto risaltare sullo schermo.
*Affare incandescente a dir poco!!! Fortunato di un bastardo, mi dovrà un drink* pensò il militare nel mentre che avanza sulla rampa della Starfarer.

<<Mister Primo lei è in ritardo di dodici minuti e il suo collega non si vede>> disse stizzito il pilota che sfoggiava un monocolo d’oro appeso all’occhiello della tuta. *Di questi tempi sempre più affaristi guidano i propri mezzi risparmiando senza ingaggiare ulteriore equipaggio. Ma questo ha il copilota, si può permettere la scorta e ti sbatte in faccia un monocolo d’oro, tsk. Cagherà oro?!* fu il pensiero che attraverso la mente di Matteum, poco prima di essere interrotto ancora dal presunto Mister Egar: <<sono Nathan Egar, piacere. Abbiamo già ispezionato la nave e i sistemi sono pronti per fare rotta su Yela. Nel caso non si fidi può controllare lei stes…>>
<<Sì sì, Mister Egar facciamola breve>> rispose la guardia del corpo calcando ironicamente su Mister. <<Mi fido della sua competenza e di quella del suo copilota. Ah, purtroppo il mio collega è rimasto invischiato… in un affare molto importante che non può rimandare, quindi dovrà accontentarsi solo di me. Ovviamente con il dovuto sconto sulla parcella>> aggiunse vedendo l’espressione di protesta sul viso del commerciante.

La partenza da Port Olisar fu senza intoppi o episodi degni di nota, tanto che a Matteum passò subito di mente, appisolandosi su uno dei sedili della plancia della Starfarer. Lo risvegliarono le imprecazioni di Egar che si lamentava di una Aurora che aveva occupato un intero pad di atterraggio dell’avamposto su Yela. <<Idiota. Va bene Tals, atterreremo vicino al pad, non faranno storie: conosco il sovraintendente dell’avamposto>>, disse il commerciante rivolgendosi al proprio copilota.

<<Mister Primo, io e il mio copilota sbracheremo il tempo necessario per contrattare il prezzo del carico e lei dovrà stare di guardia sulla nave. Non tocchi nulla. Lasceremo l’energia al minimo e i motori spenti per facilitare il carico della merce. Venga a scortarci fino all’area cargo e aspetti ulteriori direttive>>, disse Egar quasi tutto d’un fiato, ricevendo un tirato “sì, signore”.

La Starfarer era un vero labirinto, con scale, corridoi e anche qualche comparto segreto per il contrabbando, Matteum Primo ne era sicuro. Ma l’area cargo era quasi impossibile ignorarla per via dell’unico accesso percorribile della nave sui planetoidi e per le due scale ad essa comunicanti che portavano anche in plancia. Era una nave spartana per il rifornimento in volo con grossi serbatoi all’estremità e un corpo tozzo che la faceva vagamente somigliare a una tartaruga, che tuttavia aveva una discreta capacità di carico e per questo veniva usata anche per tale scopo.

Chiusa la rampa che portava dall’area cargo all’esterno, Primo si trovò solo nella pancia dell’immenso gigante di metallo. Il primo pensiero fu quello di trovarsi un posto nei paraggi dove fare un sonnellino, ma il fatto di non aver mai esplorato fino in fondo quel tipo di nave lo spinse invece a risalire la rampa e fiondarsi sulla prima scala. Questa conduceva alla zona dei motori e del power plant della Starfarer: *roba da ingegneri, io voglio vedere la torretta con due M6 size 4* pensò tra se. Prese quindi un’altra scala là vicino ed entrò nell’area abitativa dell’equipaggio che sarebbe dovuto essere di 5 persone; la torretta principale si trovava poco più in là e la raggiunse senza indugi, salendo e attivandola. *Che bel pezzo di ferraglia, con questa potrei far saltare in aria una Mustang in men che non si dica*.

Iniziando ad armeggiare con i sistemi cliccò su quello del radar. C’era il solito via vai di navi, ad esempio una Origin 325a era appena sbarcata sul pad là affianco liberato dall’Aurora in mezzo ai piedi. *Una Cutlass a 15 chilometri, l’Aurora a 9 che prendeva quota. Una Vanguard Hoplite a 5 chilometri parcheggiata ma con i sistemi al minimo… che strano*. Il soldato guardò al di fuori della cupola di vetro della torretta in direzione della nave segnalata nel radar notando che era fuori dalla visuale, nonché coperta dai monti intorno all’avamposto su Yela. <<Mmm è strano che una nave militare sia in questa zona. Vediamo un po’ le altre navi. Potenza del radar aumentata e… Cazzo! Una Avenger Warlock a 6 chilometri verso dritta>>.

Con un pensiero nefasto che ronzava in mente, Matteum Primo ricevette una chiamata da Mister Egar che gli diceva senza fronzoli cosa ci facesse nella torretta: la rampa della Starfarer si era aperta da chissà quando e il carico era già a bordo, senza che si rendesse conto di nulla. Tagliando corto, come era suo modo, si rivolse direttamente al pilota cercando di controllarsi <<Egar ho notato qualcosa di strano sul radar. C’è una Vanguard Hoplite a 5 chilometri fuori dalla linea di visuale a vabordo e una Avenger Warlock a 6, a dritta. Sento puzza di bruciato!>>

…Ma c’è anche l’arrosto. Fine parte 1. Inizializzazione seconda.