Cyberpunk 2077 in 48 minuti di gioco – L’analisi, parte 3

Editoriali

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Nella seconda parte dell’approfondimento della demo di Cyberpunk 2077 avevamo concluso l’analisi minuto per minuto degli spezzoni di gioco. Concentriamoci ora su aspetti meno palesi, ma ugualmente importanti per i fan, partendo dalla lore.

Il futuro dispotico in cui si svolgono le vicende di Cyberpunk 2077 ricalcherà quello dell’originale Cyberpunk 2020 uscito nel 1988. Ma piuttosto che andare a pescare in tale conosciuto calderone di informazioni, puntiamo a quanto si può notare dalla demo.

Il gioco si svolgerà quindi in un’epoca non troppo lontana dalla nostra realtà dove l’uomo convive con innesti e impianti cibernetici. Una società classicamente governata dagli interessi delle corporazioni – simili come composizione alle nostre multinazionali -, che non vedono altro che il proprio profitto.

Intorno alle briciole lasciate da queste potenze vi è un sottobosco di povertà, bande, fazioni e credi, che cercano di convogliare le masse verso le proprie trame. Un esempio palese presente nel gameplay è quello della banda dei Maelstrom votata a impianti estremi installati nel proprio corpo, ormai più cibernetico che umano, oltre che quello dell’assicurazione premium Trauma Team che protegge i propri assistiti solo dietro lauto compenso e per cui V e Jackie hanno lavorato all’inizio del video.

È ancora più interessante notare la presenza tra la folla di monaci definiti come “Bhikkhu Monk”, con abiti simili a quelli tibetani che percorrono la città in gruppo e si fermano ad ascoltare le prediche. Quale sarà il loro ruolo in Cyberpunk 2077? Potranno fornirci missioni secondarie? Avranno qualcosa da ridire sui nostri eventuali potenziamenti e della “perdita di umanità”?

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La “humanity cost” è un altro aspetto interessante presente nella demo. Se infatti vi sarete soffermati a guardare lo schermo dei potenziamenti offerti da Victor, avrete notato la presenza di questa definizione con tanto di numero.

Il suo ruolo in gioco è abbastanza intuibile: ci saranno dei limiti negli impianti installabili nel corpo del proprio protagonista che saranno in linea con la trama di gioco, in quanto CD Projekt RED aveva anticipato in via ufficiosa che non sarebbe stato possibile potenziarsi creando un essere completamente cibernetico. Dall’aspetto più legato al gameplay, il parametro “del costo di umanità” potrebbe essere legato al bilanciamento di gioco in modo da non avere un personaggio sempre in “god mode”.

La visuale in prima persona nella componente FPS potrà di certo essere un aiuto negli scontri più concitati, nonostante la community di oltre Alpi abbia largamente protestato a riguardo, con toni molto più pacati per quanto riguarda la sezione italiana.

Ma a cosa si lega la scelta di CD Projekt RED di creare una visuale prettamente in prima persona? Nella demo era stato detto che era stata scelta per un maggiore coinvolgimento di gioco, che traspare proprio dal vedere il gameplay come dai propri occhi, come alcuni avranno già sperimentato in franchise come Deus Ex o Overwatch. Quindi nulla di così eclatante. D’altra parte è vero che alcune persone non riescono a giocare con una visuale in prima persona, ma Cyberpunk 2077 non penso che miri a essere un gioco per tutti, pari ai blockbaster come Call of Duty o Battlefield che pensano più alle masse che a creare un proprio “esclusivo e innovativo” gameplay.

La creazione di una visuale in terza persona potrebbe inoltre non essere così semplice. Il cambio di inquadratura potrebbe aprire la strada allo sviluppo di un nuovo sistema di puntamento e interazione, allungando i tempi di uscita, benché la rappresentazione della protagonista – con texture e affini – sembrerebbe già essere pronta.

E in confronto a The Witcher 3? A mio parere la serie The Witcher ha proposto un gameplay completamente diverso, dove la visuale in terza persona era la più adatta vista l’elaborata tecnica di scherma dei cacciatori di mostri, con tanto di piroette, e la necessità di schivare attacchi, che altrimenti avrebbero fatto venire la nausea anche ai più forti di stomaco. In Cyberpunk 2077 invece la terza persona servirebbe a ben poco, visto che la maggior parte degli scontri si risolverebbe con un punta e clicca – anche se si possono notare la presenza di armi bianche – e dove tale visuale servirebbe più che altro a vedere costantemente il lato B del proprio personaggio… ammettetelo! >.>

cyberpunk comunicato

Tutto ciò è ancora “work in progress” – in lavorazione e soggetto a cambiamenti – e su questo non ci piove, visto che CD Projekt RED l’ha espressamente dichiarato in un comunicato.
All’ipotetica data di uscita che circola per il web fissata il 7 luglio 2020 – 7/7/20 -, con tanto di numeri a effetto, le modifiche di gioco potrebbero essere quindi tante e tali da rendere l’attuale demo un gioco diverso: “oggi condivideremo con voi la registrazione di un gioco ancora in sviluppo […] Quindi, sebbene questo probabilmente non sarà lo stesso gioco che affronterete sui vostri schermi al momento della pubblicazione, abbiamo comunque deciso di condividere con voi questi 48 minuti di video”.

Ciò che tuttavia non potrebbe facilmente cambiare è la localizzazione italiana a metà. CD Projekt RED come sviluppatore e publisher deve fare i conti con i costi di realizzazione e il relativo guadagno, questo è ovvio. Ma tale bilancia tra i due non pesa a favore dell’Italia: in una discussione sul canale ufficiale Discord, uno dei rappresentanti dello staff ha infatti dichiarato che i costi per avere un completo doppiaggio in italiano di Cyberpunk 2077 non sarebbero stati coperti dagli acquisti dei gamer nostrani, “la mancanza di un voice over in italiano è sempre figlia dei numeri”.

discord cyberpunk 2077

In questi termini allora si potrebbe pensare che non l’avremmo mai? I videogiocatori italiani sono quelli che sono, anche per un semplice rapporto demografico, quindi saremo considerati di serie B. Spero in un ripensamento per il futuro, anche perché nei primi anni 2000 ricordo che si localizzava di tutto.

Con tanto su cui riflettere, concludiamo con due righe sul preordine di Cyberpunk 2077. Con un tweet abbastanza eloquente GOG.com aveva dichiarato che se i fan “avevano aspettato così tanto per vedere il gameplay, avrebbero potuto sopportate ancora un po’ più di attesa per i preordini di gioco”. Natale 2018? Chi lo sa.

C’è comunque il tempo per dare un’occhiata alla prima parte dell’analisi del gameplay di Cyberpunk 2077. O lurkare su Discord!

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Matteum Primo
Videogiocatore, blogger, redattore, recensore, scrittore di fanfiction e... è tutto.
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