E3 2018, il pre show e la conferenza Bethesda – il Riassunto del Videogame Post

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La conferenza di Bethesda dell’E3 23018 non è stata così prolifica di nuovi annunci come quella di Microsoft che l’ha preceduta di poche ore. Bethesda Games Studios ha giocato come sempre sull’attaccamento dei vecchi fan, proponendo uno show di auto celebrazione e spacconeria americana, intervallato dalla presentazioni di inediti titoli, la riconferma di altri e alcune inaspettate novità.

Ma prima di tuffarci nell’universo di Fallout e Co. c’è da spendere qualche parola nel pre show che ha avuto luogo subito dopo la fine della conferenza di Microsoft e devo sono stati illustrati più nel dettaglio alcuni titoli apparsi in quest’ultima. Innanzitutto si parla di Spyro: Reignited Trilogy, il quale è stato ricreato da zero nello stesso modo della remastered di Crash Bandicoot mostrandosi in diverse sequenze di gioco dei noti livelli del primo capitolo “toasty” e “three tops” (minuto 4:07:15).

A questo si è unito il particolare indie game Below (minuto 4:24:26), del team canadese Capy, che fin da subito ha attirato la mia attenzione. Non solo per lo stile grafico ma anche per la componente del gameplay che unisce un “procedural generated dungeon”, o mondo procedurale, profonde meccaniche survival e legate all’ambiente di gioco, dove la permadeath regna, ogni nuova partita è diversa e “racconta la propria storia”, si possono trovare armi e oggetti precedentemente abbandonati oltre che i corpi dei personaggi già giocati. “Non vi diremo cosa fare, dovrete scoprire per conto vostro i pericoli e le sfide che vi attenderanno. La lanterna è la chiave, avrete solo quella per difendervi dall’oscurità [insieme agli oggetti che riuscirete a creare n.d.r.]. Il bello della scoperta vi attende” alla fine del 2018.

L’esperienza “non lineare” dell’Ashen di Aurora44 segue a ruota il filone degli indie e ricorda nella propria live demo (visibile al minuto 4:55:00) il mondo di Absolver. Le tematiche non sono le stesse, dove il giocatore si troverà a esplorare un oscuro mondo MMO survival in solitaria o cooperativa, trovare un luogo sicuro o un insediamento sarà una cosa rara, e nel quale “ogni partita sarà diversa”, sebbene il sistema di combattimento basato su tempistiche e stamina assomigli alla creazione di Sloclap.

Nel beta gameplay di Metro Exodus, mostrato a partire dal minuto 4:31:49, si sono potute invece notare in azione le meccaniche del nuovo “open environment” nei dintorni della Mosca di 4A Games. Artiom avrà “più libertà e scelte grazie al parco di missioni e attività secondarie che abbiamo creato nel nostro mondo sandbox, dal meteo e stagioni dinamiche”. Il protagonista inoltre è stato in grado di craftare oggetti, modificare le armi in tempo reale e grazie al proprio zaino, nonché combattere in modalità stealth (già presente nel primo Metro) e attraversare il mondo di gioco nella tipica maniera della serie: senza un pressante e preciso obbiettivo, lasciando al giocatore il gusto di esplorare e compiere il proprio percorso. Metro Exodus è atteso per il prossimo 22 febbraio 2019.

Tra gli altri interessanti videogame che hanno preceduto la conferenza Bethesda di lunedì notte, vi è inoltre l’horror survival di 10 Chambers Collectives (il cui creative director ha realizzato Pay Day 2), esclusivamente creato con il motore grafico Unity e ideato per la coop a 4 giocatori, i quali dovranno attraversare con fiumi di piombo e anche una certa dose di tattica il mondo procedurale colmo di orrori e abomini, pronti a fare la pelle ai malcapitati di turno di GTFO (minuto 5:22:40).
Insieme a ciò anche Duntless ha fatto la propria comparsa, ormai vicino al lancio ufficiale della propria formula alternativa alle cacce di mostri già viste in Monster Hunter: World (minuto 6:14:20) e We Happy Few, di Compulsion Games, (minuto 6:20:00) il quale ha detta degli sviluppatori, che “adorano proporre qualcosa di differente”, il gioco farà vivere sotto tre differenti prospettive, di tre altrettanti protagonisti, una storia sui “demoni interiori” gustabile tramite l’apposita story mode ormai quasi completata.

La conferenza di Bethesda è iniziata con un breve intro dedicato agli studi sotto la propria ale protettrice per poi sparare in faccia ai fan un live di musica heavy metal, un trailer dedicato alla trama di RAGE 2 e una sequenza di gioco frenetica e fuori dagli schemi della pre alpha build che mi ha riportato immediatamente al più recente DOOM e Mad Max.

ID software e Avalanche Studios hanno infatti unite le forze per realizzare questo secondo capitolo di RAGE. Il quale viene definito come “un open world shooter post apocalittico”, dove la fine della società fino all’ora conosciuta è stata a causata da un meteorite e in cui il giocatore impersonerà l’ultimo dei ranger, l’ultimo guardiano di un mondo in rovina che vede gang, fazioni e mostri in lotta tra loro a discapito di tutto e tutto, con una pazzia generale a regolarne gli istinti. RAGE 2 è atteso per la primavera 2019 e sarà interessante vedere gli sviluppi di questo folle videogame.

È stata poi la volta di The Elder Scrolls Legends che si rinnoverà a fine anno con una nuova interfaccia, carte, modalità e sbarcherà tanto su Nintendo Switch quanto su PlayStation 4. A seguire si è parlato del vicino Elder Scrolls Online: Summerset di cui sono stati mostrati alcuni spezzoni di gioco, e pochi secondi della prossima nuova espansione che porterà i fan nelle oscure paludi del Blackmars.

Per quanto riguarda invece la presentazione di creazioni inedite di Bethesda, è stato mostrato il nuovo DLC di Prey: Mooncrash e che sembrerebbe rappresentare una intera nuova modalità hardcore dove “ogni partita è diversa, ogni nemico sconfitto conta e ogni secondo è importante”; DOOM Eternal sequel dell’omonimo videogame uscito un paio di anni fa vanterà nuove abilità, due volte più nemici e sfide a partire da questo agosto 2018; infine Wolfestein: Youngblood porterà gli appassionati della saga a scontrarsi nei panni delle gemelle di BJ, in solitaria o cooperativa, nella Parigi occupata del 1980 a partire da una data non meglio precisata del 2019, su PC, console e Nintendo Switch.

Il parco di titoli VR (realtà virtuale) Bethesda si espanderà con la sopracitata espansione di Prey e Wolfestein Cyberpilot, nel quale i giocatori rappresenteranno un hacker che rivolta macchine e mech contro i propri oppressivi padroni. Ma questo non è importante quanto la presentazioni in pompa magna di Fallout 76, il quale porta nella serie GdR diverse novità e qualche preoccupazione.

Lo stesso game director Todd Howard ha inizialmente ribadito che Fallout 76 sarà un prequel, quattro volte più grande per estensione del predecessore e ambientato in Virginia, dove i giocatori saranno i primi a respirare nuovamente l’aria fresca e guardare il cielo limpido dallo stato americano, proprio nella ricorrenza del centenario del “Reclamation Day”.
Una volta usciti dal Vault 76, il loro compito sarà quello di “ricostruire non solo i muri, ma anche le menti e i cuori di una nazione”. Tutto ciò attraverso una grafica migliorata e con “fino a 16 volte più dettagli”, 6 regioni da esplorare in solitaria o… in cooperativa a 4 giocatori con server dedicati fin dall’uscita ufficiale del gioco.

“Fallout 76 è un MMO completamente online anche se si può giocare in solitaria, con un mondo di gioco condiviso dove vogliamo che ogni personaggio sia reale, nel quale potrete incontrerete non troppo spesso altri giocatori e caratterizzato da aspetti di gioco survival ‘softcore’. Il che si traduce nel non perderete le risorse o gli equipaggiamenti accumulati alla morte del vostro protagonista”, ha dichiarato Howard.

Tre brevi video hanno poi mostrato l’effettivo gameplay di Fallout 76 a partire dal minuto 7:46:36, illustrando altrettanti aspetti inediti. Partendo dalla possibilità di costruire insediamenti (che andranno difesi) dovunque nella mappa di gioco e grazie alla stazione di costruzione portatile C.A.M.P., passando per la componente cooperativa, PvP, caratterizza da emote e immortalabile tramite la foto mode, fino al particolare aspetto di gioco che permetterà ai fan di acquisire i codici di lancio di testate nucleari sparse per la mappa e lanciarle verso insediamenti, campi nemici o amici, creando devastazione e materiali rari.

Oltre alla Collector’s Edition con tanto di casco T-51 funzionale e indossabile, Fallout 76 avrà una propria beta o meglio nota come “Break-it Early That Application” tra il mese di giugno e il 14 novembre 2018, data di uscita ufficiale. In modo da testare per l’appunto gli elementi online e come questi influiranno in un mondo di gioco che per due decenni è stato impostato per essere single player; la componente multigiocatore e il fatto di poter lanciare testate a piacimento in una mappa condivisa e dove si può costruire dovunque potrebbe essere un trampolino di lancio per un gameplay unico o un flop colossale. Chiudendo l’ambito Fallout, l’applicazione mobile Fallout Shelter è sbarcata ieri anche su PS4 e Nintendo Switch.

L’attenzione si è spostata sull’altro grande franchise di casa Bethesda: The Elders Scrolls. Se all’inizio della conferenza sono stati mostrati i già noti ESO e Legends, un inedito gratuito nuovo capitolo della saga che si affaccerà nel settore mobile nell’autunno 2018, poi sulle altre piattaforme e VR, è stato svelato in completa anteprima, cioè The Elder Scrolls: Blades.

Il nome è già tutto un programma. E infatti ci si troverà nei panni di una delle Lame (già viste in Oblivion) “in un gioco mobile dalla grafica console, dalla visuale in prima persona e vasto come ogni altro massivo gioco di ruolo, nonché costruito appositamente per l’Iphone X”, ha svelato il game director, riprendendo: “come nel primo The Elder Scrolls Arena, Blades sarà caratterizzato da ambienti realizzati a mano e dungeon generati proceduralmente”, insieme alla possibilità di essere giocato in verticale od orizzontale nel proprio smartphone.

The Elder Scrolls: Blades vanterà inoltre tre modalità di gioco: Arena votata al PvP, Abyss al rouge like con dungeon infiniti e Town che sarà la principale, racchiuderà la trama, quest e farà da hub completamente personalizzabile e visitabile dagli altri giocatori con la città del giocatore nonché base delle Lame. È già possibile registrarsi per partecipare all’early access, ma i requisiti per provare Blade saranno quelli di avere un dispositivo mobile dalle prestazioni non indifferenti.

In conclusione Todd Howard ha lanciato una ghiotto esca ai fan, lasciando i fan con due pochi secondi di video due futuri videogame targati Bethesda che vedremmo probabilmente nella stagione 2019-2020, o “brand next generation single player games” come sono stati definiti: l’apparentemente sci fi Starfield e le verdeggianti colline di un The Elder Scrolls VI con una grafica completamente rinnovata.

Benché sia difficile non sperare per il meglio, badate bene che sono solo teaser dell’E3 2018 è che il reale aspetto di gioco potrebbe cambiare.

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Matteum Primo
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