Il Videogame Post, “avete giocato a…” Final Fantasy IX?

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Per riprendere la rubrica “avete giocato a…” del Videogame Post, parlerò di uno dei primi giochi di ruolo a cui ho dedicato centinaia, se non migliaia, di ore di gioco. Non solo rigiocandolo più volte nel corso degli anni, lasciandolo da parte, riprendendolo di nuovo e completandolo fino al fatidico 100 per cento tramite una guida amatoriale e integrata dal sottoscritto; si parla di Final Fantasy IX (PS1, anno 2000).

final fantasy ixAll’epoca i JRPG vivevano una vera e propria età d’oro, con l’apice raggiunto anni prima dal successo di Final Fantasy VII ancora nelle menti di fan della serie e non, oltre che con altri titoli del particolare gusto nipponico nel giocare di ruolo, tra cui il mio preferito The Legend of Dragoon.

Una parentesi sul fortuito arrivo nelle mie mani di Final Fantasy IX va’ fatto prima di tuffarsi nei ricordi di trama e gameplay. Il tutto scaturì dal caso, durante la ricerca del settimo capitolo a cui avevo giocato tramite una demo. Essendo ragazzetto e non conoscendo ancora bene i videogame mi ero buttato su un Final Fantasy, dicendomi che sarebbe stato uguale al numero VII (“tanto si chiama allo stesso modo” mi ricordo di aver detto) e scoprendo invece Final Fantasy IX.

Dopo l’inziale disappunto che non fosse il titolo da me ricercato, mi aveva subito colpito per la caratterizzazione dei personaggi e della trama di gioco, iniziata con l’apparentemente innocente arrivo di una compagnia teatrale nella capitale Alexandria per festeggiare il compleanno della principessa Garnet, ma che in realtà era solo una copertura per far avvicinare una compagnia di briganti alla ragazza, per rapirla. E la cosa che mi stupì ulteriormente fu che la stessa Garnet voleva essere portata via della grinfie della madre consumata dal potere e dall’ambizione.

La intricata e splendida trama di Final Fantasy IX racchiudeva infatti forti sentimenti di amicizia con i membri della banda di ladri gentiluomini sempre pronti ad aiutarsi, tra cui il protagonista Gidan, di coraggio e virtù della principessa che si frapponeva alla mire della madre con la stessa vita e a qualcosa di molto più grande di una guerra tra due regni… e ovviamente di amore, anche quello non ricambiato e represso per un bene più grande. Incorniciata dalla squisita rappresentazione dei membri del party mai banali, copia incollati o rilegati in un angolo, anche se non protagonisti dell’insieme di eventi.
In più vi era la personalmente apprezzata presenza all’interno dei dialoghi di cadenze dialettali italiane: con il romanesco di Er Cina, il siciliano del Boss, il sardo dei tre fratelli Puddu, Poddu e Paddu e altri ancora, che mi sono rimasti nel cuore e purtroppo non sono stati ripresi per altri titoli della serie targata Square Enix.

Di certo Final Fantasy IX non peccava nei contenuti, né tantomeno nel gameplay, sebbene bisognasse fare un po’ del non sempre digeribile “grinding” per accumulare exp, con un mix di combattimenti a turni con la barra ATB, che si riempiva in tempo reale per dare il “turno” al giocatore e la possibilità di fare una mossa, insieme all’esplorazione di una mappa di gioco vasta e colma di curiosità e segreti, come il bosco dei Chocobo (gioco nel gioco) e la stazione della posta dei Moguri.

 

final fantasy ix - fan art
Fan art di Final Fantasy IX

 

Tra le peculiarità di questo JRPG c’era infatti un simpatico servizio di posta tra i protagonisti e non solo che raccontava la trama e i retroscena, nonché innescava anche missioni secondarie, portato avanti della simpatiche creature dal ponpon sgargiante tanto famose nella saga Final Fantasy: i Moguri.

Inoltre tra i mingiochi era presente la casa d’aste dove acquistare rarità come i potenti “Stellatio” utilizzabili per potenziare le armi e il gioco di carte Tetra Master. Questo lasciava facilmente trasportate il giocatore verso la fanatica collezione di tutte le carte rappresentanti mostri e personaggi di Final Fantasy IX, con tanto di rank e ricompense per partite vinte nei tornei, e che spezzava grandemente la routine di gioco; ci giocavo infatti il più spesso possibile anche se non ho mai raggiunto il grado S.

Se si vuole trovare una pecca, raffrontandolo con i giochi odierni, la si può scovare nella grafica non propriamente foto realistica ma neanche così retrò da far sgranare gli occhi (anche grazie alla recente remastered) e la totale assenza di doppiaggio, che tuttavia lo rende a mio avviso ancora più coinvolgente agli occhi del giocatore, in quanto si immagina voci e tonalità dei personaggi come se stesse leggendo un buon libro.

A tutti gli appassionati del genere JRPG, dei retrò o semplicemente della serie Final Fantasy consiglio senz’altro di giocare almeno una volta Final Fantasy IX su PC tramite Steam o su PlayStation, grazie alla rimasterizzazione del settembre 2017, rendendovi partecipi di una delle avventure forse più belle e meno conosciute della saga.

E voi avete giocato a Final Fantasy IX? Quale ricordi avete dell’avventura di Daga e Gidan?

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Matteum Primo
Videogiocatore, blogger, redattore, recensore, scrittore di fanfiction e... è tutto.
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