Il Videogame Post, "avete giocato a…" Brothers – A Tale of Two Sons?

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Riprendendo il discorso iniziato con l’uscita del sequel spirituale A Way Out, in questo appuntamento della rubrica “avete giocato a…” del Videogame Post vi parlerò dell’oserei dire indimenticabile Brothers – A Tale of Two Sons.

A primo sguardo sembrerebbe uno dei tanti Indie con una grafica di gioco pittoresca che prevede la risoluzione di questa o l’altra quest, ma dopo pochi minuti dall’avvio di gioco mi ero reso conto che era di ben tutt’altra pasta: due fratelli dopo aver perso la madre si trovano in una nuova situazione critica dove il padre necessita di una particolare medicina per sopravvivere e quindi decidono di partire per cercare la cura.

Il viaggio è caratterizzato da una fiaba dai toni dark, ma non quelli sciocchi degli zombie e affini, ma da tematiche come la disperazione, l’avversione del fato e anche un pizzico di tragedia, incastrate sapientemente in una trama che lascia spazio anche a momenti di gioia e di fraternità “tessuta dalla mano del regista svedese Josef Fares”.

Sebbene non ricordi esattamente tutte le vicende, in quanto ho giocato a Brothers – A Tale of Two Sons tempo fa, mi sono rimaste incollate le emozioni sopracitate le quali associo ancora con una vena di malinconia; un altro punto forte di questo Indie è il più unico che raro gameplay.

Il gioco cooperativo di Starbreeze Studios AB prevede per l’appunto la collaborazione dei due fratelli per superare ostacoli e sfide per lo più legate a rompicapo ed enigmi, dove il fratello maggiore sfruttava la propria forza fisica e il più piccolo la propria agilità e furtività. Per guidare i due non vi era nessun tipo di IA di gioco come aiuto, ma il giocatore doveva gestirli utilizzando una parte ciascuno dei tasti analogici e digitali di un controller per PC (essenziale per poter video giocare).

La vera sfida era infatti quella di guidarli simultaneamente nelle varie aree di gioco non sempre favorevoli agli errori. E per questo in Brothers – A Tale of Two Sons bisognava prendersi il proprio tempo necessario per studiare bene la situazione di gioco, ritentando anche varie sequenze; come impostazione del gameplay, messa da parte la coop, lo associo a titoli come ICO e Shadow of the Colossus.

Sebbene il punto forte non siano di certo la longevità di gioco, questo Indie regala comunque forti emozioni e la voglia di rigiocarlo un’altra volta per vedere se si può cambiare il finale o deviare un po’ dalla trama. Fatto che non ho mai avuto occasione di appurarlo di persona, ma che ho sempre sospettato l’effettiva fattibilità.

Di certo non è un titolo per tutti i palati, specialmente per quelli più frenetici e impazienti, ma da parte mia non posso che consigliarvi di giocarlo almeno una volta per poter percepire il genio dietro alla creazione della trama e del gameplay che si vedono raramente insieme per qualità e intensità in un singolo videogame.

Brothers – A Tale of Two Sons si trova attualmente su Steam e GOG.com a una quindicina di euro ed è abbastanza spesso oggetto di sconti di un certo rilievo. Non sta me fare i conti in tasca a nessuno: rimango sempre del parere che vada giocato e a voi la scelta di “quando, come e perché”.

Il blogger,
Matteo “Matteum Primo” Sechi

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Matteum Primo
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