The Last of Us: Part II, "abbiamo pensato a una visuale in terza persona più intima" avrebbe dichiarato Neil Druckmann

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Lo sviluppo della seconda parte del celebre The Last of Us procede per lo più in sordina tra le scrivanie del team Naughty Dog e ogni piccola nuova informazione potrebbe essere utile per avere uno spaccato di quello che ci attenderà; in questo caso il creative director Neil Druckmann ha parlato della visuale di gioco.
Come riportato da Dualshocker.com, nel recente evento su Twitch dedicato al “D.I.C.E. Summit” di Las Vegas, Neil Druckmann avrebbe proprio svelato che agli inizi dello sviluppo i dev avrebbero discusso su come sarebbe dovuto essere The Last of Us Part II: se avesse dovuto avere un comparto multigiocatore o sarebbe stato votato solamente all’esperienza single player, oppure, vista la propria forte componente narrativa, se questo secondo capitolo avrebbe dovuto puntare su una visuale in prima persona, di cui sono caratterizzati alcuni dei giochi preferiti di Druckmann, “sebbene tale visuale non calzi perfettamente su tutti i tipi di videogame”.
“Una volta che tutti i pezzi del ‘puzzle’ iniziavano a combinarsi tra loro”, si legge nella testata straniera, “abbiamo deciso che sarebbe stato meglio avere una visuale in terza persona, ma con una camera di gioco più ravvicinata in modo da risultare ‘più intima’. Questo ci permetterà di far percepire al giocatore la sensazione di una visuale in prima persona continuando ugualmente a vedere il personaggio sullo schermo”.

Pensate che la scelta di Naughty Dog sia adeguata per la visuale di gioco di The Last of Us: Part II? Intanto che riflettete, rinfreschiamo un po’ la memoria con il cupo teaser trailer di fine ottobre 2017.

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Matteum Primo
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