Sea of Thieves beta chiusa: arggg che gioco, ma non troppo di spessore – Provato

Provato

Questa decina di giorni ormai passati è stata caratterizzata da una forte presenza di versioni beta tra i più disparati generi videoludici che potevano essere provate, e di cui il Videogame Post ha scritto degli articoli con le prime impressioni di gioco partendo da Monster Hunter: World e Metal Gear Survive, per arrivare ora all’affascinante ma secondo me priva di spessore closed beta di Sea of Thieves.

Ovviamente si parla di una versione parziale di gioco e quindi anche i giudizi e le prime impressioni del sottoscritto potrebbero non essere in linea con i contenuti dell’uscita ufficiale di Sea of Thieves, sebbene la closed beta non era di certo così primitiva nelle meccaniche di gioco più profonde che faranno muovere il mondo dei pirati creato da Rare in collaborazione con Microsoft, tra una forte componente PvP e caccie al tesoro.

A primo colpo d’occhio Sea of Thieves cattura con una spettacolare grafica che rende facile lo screenshot negli scorci di paesaggio mozzafiato colmi di vegetazione caraibica, incorniciati da un’illuminazione di gioco di tutto rispetto e una simulazione delle onde del mare che non ha nulla da invidiare ai più blasonati tripla A del genere, come potrebbe essere Assassin’s Creed IV: Black Flag, sebbene il motore di gioco non punti al fotorealismo ma bensì a una grafica più cartoonesca, o cel shading.

Anche il comparto sonoro è di alto livello con l’ottima rappresentazione dello sciabordare dell’acqua, lo scricchiolio di sartiame e scafo, nonché il rombo di tuoni e cannoni o altre armi da fuoco tra pistole e fucili; ma nonostante ciò Rare non ha voluto rendere pesante e totalmente realistica, se non brutale, la propria avventura piratesca cospargendola qua e là di un costante ma non invasivo umorismo con goffi personaggi ed emote, la possibilità di suonare canzoni marinare con l’organetto o fisarmonica, rutti tonanti dopo aver mangiato troppo o singhiozzi squillanti dopo aver ingallonato troppo rum (che alla fine sfocia in veri e propri vomiti che possono essere lanciati a nemici e amici se si possiede un secchio dove contenerli).

[…] il vero scopo di Sea of Thieves è rivaleggiare con gli altri giocatori scalando i ranghi della società

Il tutto sdrammatizza l’atmosfera generale rendendola più “leggera” e a mio parere apprezzabile, sebbene il vero scopo di Sea of Thieves sia rivaleggiare con gli altri giocatori scalando i ranghi della società accumulando reputazione e oro fino a diventare il “Pirata Leggendario”.

Il PvP è quindi un aspetto di gioco fortemente preponderante, dove un singolo giocatore nel grande universo di Sea of Thieves potrebbe venire abbastanza facilmente divorato dal simpatico squalo di turno, finire in mare dopo una terribile tempesta, incappare in un battaglione di pirati scheletro armati fino ai denti, oppure trovarsi soverchiato da una più numerosa ciurma di spietati pirati (guidati da giocatori umani); benché ho constatato che occorre una buona coordinazione tra i vari componenti di quest’ultima. Se infatti viene a mancare non può che essere un impedimento piuttosto che un vantaggio, soprattutto nelle manovre delle navi più grandi come il galeone da 4 posti della closed beta, dove ho utilizzato la mia piccola e agile pinaccia da 1 posto per infastidirli una ventina di minuti senza riportare grossi danni.

Inoltre il team Rare dovrebbe studiare adeguatamente anche un modo per prevenire la fastidiosa uccisione del proprio personaggio pirata e il conseguente sequestro della propria nave una volta che l’avversario di turno l’ha abbordata con successo: una volta finito il velato caricamento dalla nave pirata fantasma, durante il seguente spawn alla propria nave l’avversario che l’ha conquistata ha il tempo di vedere il vostro personaggio e ucciderlo in pochi istanti, con una possibilità minima di reazione da parte del giocatore. Per questo alla lunga diventava frustrante e non rimaneva che cambiare server della closed beta di Sea of Thieves.

La componente cooperativa è altrettanto forte e preponderante quanto il “player versus player”, sebbene, parlo per esperienza personale, come accade in tutti gli MMO è molto più facile giocare e cooperare con una ciurma di amici piuttosto che fare amicizia con altri giocatori, anche se è interessante notare che in Sea of Thieves gli sviluppatori hanno creato un quasi completo sistema di emote e frasi per interagire senza microfoni di sorta con gli altri giocatori.

Ma il vero nocciolo del gameplay della beta chiusa di Sea of Thieves qual è stato?

Ma il vero nocciolo del gameplay della beta chiusa di Sea of Thieves qual è stato? Dopo qualche ora di gioco l’incantevole paesaggio lasciava spazio a un alto livello ripetitività che si manifesta in minima parte con la classica, ma molto ben elaborata e da parte mia apprezzata, routine della cura della propria nave rattoppando falle, aggottando e caricando i cannoni, unita alla sua governabilità spiegando e indirizzando le vele al vento.
E da una parte considerevole di missioni sempre uguali che nella beta chiusa di Sea of Thieves mi hanno fatto preferire la libera esplorazione all’accettare la missione X della caccia al tesoro, con annessa mappa o indizio, la scoperta di quest’ultimo e la consegna del forziere a Y ottenendo una manciata di monete e reputazione.

L’accumulo di queste, come anticipato poco sopra, è il nucleo dell’economia di gioco che prevedeva nella beta l’acquisto di armi e vanity item, come casacche e nuovi strumenti quali bussole o vanghe, invece l’accumulo di reputazione serviva per sbloccare missioni di difficoltà superiore che non variavano per composizione ma solo in complessità.

[…] insomma null’altro che una immensa arena acquatica purtroppo priva di spessore dove incrociare le sciabole e far rombare i cannoni tra una missione e l’altra

Nella beta chiusa di Sea of Thieves non ho minimamente notato segni della componente sandbox, né una sorta di commercio interno che permettesse magari lo scambio o il trasporto di merci tramite la propria nave: insomma null’altro che una immensa arena acquatica purtroppo priva di spessore dove incrociare le sciabole e far rombare i cannoni tra una missione e l’altra.

Tuttavia secondo i rumor trapelati di recente, grazie al così detto “datamining”, ovvero la ricerca di dati all’interno del codice di gioco, si è scoperto che Rare potrebbe introdurre in Sea of Thieves nemici come il Kraken, la personalizzazione della propria nave insieme a inediti luoghi, gilde, armi e negozi.

il videogame post - barra mehhhhh

Per questo le mie conclusioni a riguardo sono per lo più scettiche, ma speranzose di vedere qualcosa di più corposo nel prossimo futuro sviluppo di Sea of Thieves.

Vi consiglio quindi di essere cauti con questo action piratesco dal grande potenziale fin ora inespresso, aspettando maggiori informazioni da parte di Rare e magari attendendo anche qualche settimana dalla release ufficiale in esclusiva su Xbox One e Windows 10 fissata il prossimo 20 marzo, per la correzione di eventuali bug i quali hanno afflitto pesantemente le mie possibilità di accedere e di conseguenza giocare alla closed beta con il famoso errore “0x803F8001”, ma non il gameplay di per sé.

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Matteum Primo
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