Si è appena conclusa la recente cinque giorni dedicati alla beta aperta di Metal Gear Survive su PS4 e con essa sono arrivate anche le mie prime impressioni su questo action/stealth con nuove profonde meccaniche legate al crafting, le quali tentano malamente di tenere a galla il nome di una serie tanto prestigiosa quanto quella di Metal Gear Solid.

A primo colpo d’occhio il gameplay sembra quanto mai familiare, soprattutto a chi avesse giocato ai due più recenti Metal Gear Solid V, ovvero The Phantom Pain e Ground Zero, in quanto asset di gioco, motore grafico, animazioni, modelli, armi ed equipaggiamenti sono pressoché gli stessi.

Questo vale anche per una delle ambientazioni presenti nella beta aperta, nota come “base distrutta”, nella quale mi è palesemente sembrata una fotocopia della base nel deserto afghano di Metal Gear Solid V; in parte tutto questo potrebbe essere accettabile in quanto Metal Gear Survive riprende le trama di gioco dalla distruzione della Mater Base tra Ground Zero e Phantom Pain catapultando i pochi superstiti in quella che parrebbe proprio un’altra dimensione parallela caratterizzata dalla forte presenza di creature etichettabili più comunemente, per intenderci, come “zombie”. Tuttavia il senso di dejà vù è abbastanza presente e a mio parere posticcio, nonché fastidioso per i fan della serie.

Un ciclico gameplay che mi ha personalmente lasciato interdetto per la nauseante ripetitività e un po’ disgustato per la forma dell’esecuzione

Rimanendo sul filone del dèjà vù, i nemici non sembrano altro che i “russi” di MGS V trasformati in qualcosa di orribile, che il giocatore dovrà massacrare (letteralmente) senza pietà attraverso trappole, esplosivi, armi bianche o da fuoco in un ciclico gameplay che mi ha personalmente lasciato interdetto per la nauseante ripetitività e un po’ disgustato per la forma dell’esecuzione, con nemici arsi vivi, distrutti in mille pezzi di cristallo o affettati dall’ennesima trappola, in un circuito di violenza gratuita che in un Metal Gear Solid, sempre prettamente votato allo stealth e alla trama dei personaggi, non avevo mai visto né mi aspettavo di vederlo.

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Il ripetitivo gameplay che ho potuto provare nella beta aperta di Metal Gear Survive si traduce quindi nell’entrata del giocatore in un “hub” dove poter provare le armi e craftare una moltitudine di oggetti che non comprendono esclusivamente equipaggiamenti, come corazze o copricapi, seguiti da armi come archi, lance e fucili, ma bensì anche da cibi, kit medici, strutture come torre di legno e armi pesanti di varie dimensioni come il ben conosciuto cannone aereo di MGS V.

Una volta equipaggiati di tutto punto, avendo craftato in precedenza munizioni, armi, trappole e ostacoli, il giocatore aveva quindi la possibilità di affrontare un match in solitaria, cosa che rendeva la sfida di gioco largamente più difficile, o in compagnia di altri 3 amici, per poi essere subito catapultato nell’area di gioco in cui l’obbiettivo principale consisteva nel difendere una sorta di trivella estrattiva dell’energia degli zombie.

Il tempo per prepararsi a ondate sempre più numerose di nemici era pari a 5 minuti, in cui ho imparato che era essenziale raccogliere anche risorse sparse per la ristretta mappa (di grandezza pari a un’area di missione di Phantom Pain), raccoglibili nel terreno o tramite la distruzione di casse e contenitori, per poi poter avere le necessarie scorte per la creazione nuove barricate e munizioni, in una sempre oculata gestione delle risorse tra un’ondata e l’altra di zombie.

In questo caso devo elogiare la particolare attenzione degli sviluppatori posta per il potenziamento della fisica di gioco del Fox Engine, in cui si vedono recinti in ferro venire piegati dal peso dei nemici, o nemici in fiamme che le spargono a contatto con gli altri zombie oppure del terreno; le tattiche per arginare l’orda di esseri si basano quindi su questo mix di meccaniche, unito a un’attenta disposizione di sbarramenti, torrette e trappole.
Un esempio? La trappola ghiaccio fa scivolare i nemici, che cadendo vanno a sbattere contro la trappola lame rotanti, per poi finire conficcati in un recinto di filo spinato.

La conclusione di tutto questa “giostra” legata al gameplay della recente beta aperta di Metal Gear Survive riguardava il classico “missione compiuta o fallita“: in entrambi i casi il giocatore riceveva un tot di materiali, valuta di gioco nota come “energia kuban” ed esperienza per salire di livello sbloccando abilità e perk, per essere subito rispedito nella sopracitata hub a ripetere il cerchio di eventi che vi ho illustrato.

Purtroppo la “open beta” non mi ha permesso di dare uno sguardo alle missioni legate alla trama, in quanto assenti, così come alla fantomatica base completamente personalizzabile dal giocatore e vista nei recenti trailer di gioco.

Il grande dubbio che la serie Metal Gear Solid sia finita con l’uscita di Hideo Kojima (padre e creatore dei MGS) dagli studio di Konami è forte

Il grande dubbio che la serie Metal Gear Solid sia finita con l’uscita di Hideo Kojima (padre e creatore dei MGS) dagli studio di Konami è forte, in quanto il tocco del maestro, il taglio cinematografico e la particolare figura di Snake non penso che potranno essere eguagliati né tantomeno superati da terze parti, anche se spero di sbagliarmi.

In conclusione la beta aperta di Metal Gear Survive mi ha lasciato molto deluso e con l’amaro in bocca, vedendo una serie che ho apprezzato fin dal primo titolo perdendola un po’ di vista, ma sempre cercando informazioni e video fino alla rimpatriata con i due recenti MGS V, svuotata e riciclata solamente per portare avanti un “brand”, un nome, che non dovrebbe più esistere con Hideo Kojima ormai alle prese con un più allettante, per quanto mi riguarda, Death Stranding.

barra 3- sconsigliato il videogame post

Vi consiglio quindi di non prendere assolutamente Metal Gear Survive al day one se siete dei fan della serie che cercano un continuo della stessa, ma di aspettare qualche mese dalla release ufficiale per avere un quadro generale del gameplay e trama, targati solamente Konami.