Forse uno dei videogame più difficili a cui abbia giocato e uno dei pochi che non ho avuto modo di completare, The Adventures of Alundra mi ha regalato sia momenti di puro intrattenimento videoludico sia meno felici, per usare un eufemismo.
the adventures of alundraI giocatori erano catapultati in questo mondo dimenticato dagli dei, dove la popolazione soffriva di terribili incubi di cui non riusciva a disfarsi. Tuttavia alcune persone dotate di particolari abilità potevano entrare nel subconscio e cercare di combattere gli incubi al proprio interno, una di queste era proprio il protagonista Alundra.
Ricordo che le tematiche trattate in The Adventures of Alundra oggi potrebbero essere considerate forse con un PEGI 12-14, in quanto gli incubi dei personaggi rasentavano l’atmosfera horror, addentrandosi in questo genere in alcuni casi con mostri e veri e proprio nightmare che a un bambino qual ero nel lontano 1997 avrebbero fatto accapponare la pelle.
Tuttavia il gameplay era anche accompagnato da un non so ché di investigativo che mi attirava, in quanto Alundra doveva risolvere una serie di nefasti eventi, oltre che da fasi esplorative, platform, combattimento e rompicapo di tutto rispetto e a un livello di sfida che oggi si potrebbe considerare “souls like”, il quale a mio parere si cerca tutt’ora di copiare con scarsi risultati nella maggior parte degli Indie di questo genere che propongono solo il classico uccidi X per ricompensa Y, e che all’epoca mi avevano bloccato quasi a un terzo del gioco senza che poi negli anni successivi riuscissi a trovare il tempo di continuare l’avventura (complice il fatto che la retrocompatibilità dei giochi PlayStation non è mai stato il punto forte di casa Sony).

La colonna sonora e la grafica pixelosa di The Adventures of Alundra rimangono ancora nei miei pensieri e anche nel mio personale piccolo cassetto dei giochi incompiuti. E ora che ho raggiunto una più “matura” età, mi piacerebbe riprenderlo in mano, continuando dalle rovine di sabbia a est del villaggio di Inoa e dalla città delle “scimmie” e monoliti a nord, dove ero rimasto bloccato; anche perché non sono il tipo di giocatore che va’ a cercare le guide finché non le ha provate tutte.
Tuttavia di questo action/adventure di altri tempi non vi è traccia nel PlayStation Store e non l’unica alternativa che mi rimane è spolverare la mia vecchia PS3 (prima edizione) e il CD dello stesso The Adventures of Alundra, il cui cofanetto è ancora colmo di foglietti di appunti per risolvere i rompicapo.

E voi, siete riusciti a completare questo videogame targato Psygnosis? Qual è il gioco che più vi fa pentire di non aver completato?