Se volevate un qualcosa di rivelatorio su Death Stranding che chiarisse le dinamiche di gioco, piuttosto che l’ennesimo enigmatico trailer in pieno stile Hideo Kojima, allora il video soprastante non fa per voi, almeno in parte.
La creazione di Kojima Productions come pronosticato è stata mostrata anche quest’anno ai The Game Awards con una lunga sequenza di gioco in cui il protagonista interpretato da Norman Reedus si trova in una situazione di pericolo in cui sembra essere appena scampato a un incidente insieme ad altri due compagni di disavventure; la voce narrante invece svela che il mondo prima di trasformarsi in una landa desolata ha subìto due esplosioni (e la terza sarà quella “fatale”), invece nella tuta di Reedus si legge l’enigmatica scritta “Porter”.
Subito dopo si possono riconoscere le iconiche orme di mani sul fango, come nel primo teaser trailer di Death Stranding, forse evocate dal personaggio di Mads Mikkelsen visto in questo caso nel secondo teaser trailer. Il primo concreto ‘contatto’ con queste entità invisibili non è dei migliori in quanto cacciano gli esseri viventi senza tuttavia poterli percepire se non tramite rumori e il fiato; c’è da notare che gli umani sembrano non avere possibilità di distruggere questi esseri e si affidano a una sorta di tecnologia portata a spalla che ne individua la vicinanza, o piuttosto preferiscono morire che essere catturati.
Questo dispositivo molto probabilmente potrebbe essere parte del gameplay di Death Stranding, così come la sua applicazione potrebbe riguardare più rami, oltre che individuare nemici e fare luce, anche se non lo si può sapere con certezza.
Le sequenze di gioco scorrono e si presenta un colossale nemico cosparso di fili e ritorna preponderante il bambino (vero punto chiave del gioco) in una sorta di incubatrice portatile, il quale viene difeso dagli esseri invisibili a costo di due vite e con grande sorpresa viene fatto vedere all’interno della gola dello stesso protagonista, forse per scampare ai nemici, che dopo una sorta di magia nel quale viene trasportato sott’acqua, in cui si scorge uno sportello con la sagoma degli USA con la scritta Bridge (la stessa della spilla sul petto del personaggio interpretato dal del Toro) e quello che sembra un amuleto indiano. Il protagonista poi riemerge davanti alle fin ora sempre presenti 5 figure: ovvero i “Ludens”, nonché villain di turno.

Le immagini inedite nel trailer sono molteplici, ma lo stesso Kojima-san ha svelato che i giocatori non avranno subito il quadro della situazione e dovranno giocare qualche ora per capire cosa accade nel mondo di Death Stranding; egli stesso ha dichiarato che alcune delle sequenze mostrate sono giocabili.
Ora come ora le supposizioni potrebbero essere virtualmente infinite, ma quello che è chiaro è che Death Stranding può essere un videogame completamente diverso da quelli che abbiamo visto fin ora e non vedo l’ora di scoprirne di più…

…e voi?