Il punto focale del gameplay sarà la cooperazione e la formazione di una ciurma, ma ogni pirata di Sea of Thieves potrà liberamente seguire il proprio percorso e avventura all’interno del gioco, che sia a caccia di altri giocatori, o svolgere attività legati agli NPC che popoleranno il mondo di gioco.
Con la crescita della fama verranno infatti sbloccati incarichi più difficili e remunerativi, tal volta legati alle così dette “trading company”, ovvero delle gilde, con i propri scopi, “rappresentati del proprio particolare stile di gioco”, sfide e ricompense, le quali si dividono in tre gruppi: i cacciatori di tesori, i mercanti e “l’ordine delle anime” votato alla magia.
Infine un punto interessante, e per me a favore di Sea of Thieves, è che “non ci saranno dei giocatori OP da affrontare per via del proprio rango o maggiore reputazione in gioco, in quanto una sciabola agirà come tale, così come una pistola”, ha spiegato il design director Mike Chapman.

Siete pronti a salpare l’ancora a partire dal prossimo 20 marzo?