Divinity: Original Sin II, la nostra intervista al traduttore Alessio "nightmorphis" Varini

Editoriali

Divinity: Original Sin II sarà pure uno dei migliori GdR degli ultimi tempi, degno erede dell’omonimo primo capitolo, dal quale è riuscito a mantenere un alto livello di caratterizzazione dei personaggi e una trama di spessore, ma viverlo e giocarlo localizzato in italiano è tutt’altra cosa.

Per questo, e per conoscerlo meglio come persona, ho parlato con l’intrepido traduttore amatoriale Alessio “nightmorphis” Varini, il quale da qualche mese si è accollato il compito di tradurre questo colosso da un milione di parole dell’universo dei videogame, targato Larian Studios.

alessio nightmorphis varini - dos II
Alessio nightmorphis Varini

Cosa l’avrà spinto ad imbarcarsi in tutto? A che punto sono i lavori di traduzione? Questi e altri quesiti sulla traduzione amatoriale di Divinity: Original Sin II li potrete trovare nella nostra intervista, buona lettura.

  • Il Videogame Post: Come è nata la tua passione per i videogame?
  • Alessio “nightmorphis” Varini: I miei primi contatti con il mondo dei videogiochi risalgono agli anni ’80 quando il meteo inclemente ci portava a passare i pomeriggi al bar o a casa sui mitici NES, SNES e Commodore 64, ma il vero avvicinamento avvenne decisamente più tardi, nella seconda metà anni ’90, con il primo PC e le riviste di settore che in quel periodo spuntavano come funghi, spesso portando perle che altrimenti avremmo perso.
  • IlVdgPost: Come sei diventato un traduttore amatoriale? Hai seguito un percorso particolare? Cosa ti ha spinto a farlo?
  • A. Varini: Non ho mai seguito alcun corso specifico se non che ho iniziato a studiare inglese già ai tempi dell’asilo. Diciamo che fin dai tempi della scuola mi ci dilettavo perché mi piaceva la lingua e successivamente ho aiutato diversi gruppi musicali italiani ed esteri (canzoni, interviste…). Quel che mi spinge a farlo e portato a farlo di mestiere (sempre in campo musicale) è che, appunto, l’inglese mi diverte e ho generalmente una passione sfrenata per le lingue, anche se non ne conosco altre a sufficienza per traduzioni “serie”.
  • IlVdgPost: Come è stato tradurre l’Enhaced Edition del primo Divinity: Original Sin?
  • A. Varini: Un discreto incubo dove ci cambiavano i file più volte al mese. Ma si è sempre tirato dritto e infatti alla fine si è visto il risultato ottenuto.
  • IlVidgPost: Il secondo capitolo è un degno successore, visto anche la rinnovata mole di contenuti e di testo, è stato questo miglioramento a spingerti ad iniziare la traduzione da solo?
  • A. Varini: A spingermi due fattori ovvero il silenzio della Larian su di una possibile traduzione da parte loro e il fatto che ero stanco di leggere gente che riteneva pessimo il titolo per il solo fatto che fosse in inglese.
  • IlVdgPost: Pensi di creare un tuo team per velocizzare i tempi di traduzione?
  • A. Varini: Possibile. Al momento siamo in due e sto valutando l’ipotesi di aggiungere altre persone, ma non tante, in modo da tenere uno stile di scrittura abbastanza “comune”.

 

  • IlVdgPost: Negli anni ’90 – 2000 veniva tradotto di tutto senza troppo clamore, ora invece è quasi una regola appellarsi agli sviluppatori di giochi come Divinity: Original Sin II, Black Desert Online, Torment: Tides of Numenera o ancora Pillars of Eternity II, che potrebbero permettersi la traduzione, ma che invece non la propongono alla release, anzi in alcuni casi tradiscono anche le aspettative dei fan prese in campagna crowdfunding. Cosa è cambiato? È solo una questione di marketing o c’è altro?
  • A. Varini: Trovo che sia una pura e semplice scelta di marketing. Magari negli anni ’90/’00 le SH “osavano” di più, anche perché avevano bisogno di farlo: il massimo di connessione era la 56k e le riviste online di settore una chimera, dovevi per forza passare dai retailer o dagli allegati alle riviste cartacee e inserire altre lingue aiutava e non poco, ma era tutto un “o la va o la spacca” e, infatti, per molte case è stata la chiusura. Al giorno d’oggi, ovviamente, nessuno vuole fallire ed ecco che inseriscono solo le lingue dei mercati profittevoli. Non tutte sono la EA o la Ubisoft che, seppur vedano in quello italiano un mercato tendenzialmente secondario, vendono comunque qualche decina di migliaia di copie e il loro attivo lo hanno sempre. Ovvio che, se i dati di vendita di certi titoli calano drasticamente, anche le major ci pensano due volte prima di tradurre, vedi l’esempio di Anno 2205 esclusivamente in inglese.
  • IlVdgPost: Ultima domanda ma non meno importante: a che punto la traduzione amatoriale di DOS II?
  • A. Varini: Vorrei saperlo anche io ahahah!!! Con oltre 82.000 stringhe è difficile saperlo con esattezza, dovrei mettermi lì e contarle una ad una, ma direi che siamo tra il 5 e il 10% fatto.

Ringrazio ancora una volta Alessio Varini per la sua disponibilità nel rispondere alle mie domande e rinnovo anche il mio “in bocca al lupo” per la traduzione amatoriale di Divinity: Original Sin II.

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Matteum Primo
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