Il Paris Game Week 2017 sta per iniziare tra poche ore ma Detroit: Become Human già fa il proprio debutto con il passato di uno dei tre protagonisti: l’androide Kara.
Il titolo di Quantic Dream si presenta ancora una volta con un video del gameplay che mostra l’enorme potenziale di scelte e conseguenze dettate da ogni azione del giocatore in un’esperienza di gioco che farebbe invidia, oserei dire, anche ai giochi di ruolo più blasonati.
In questo caso il team di sviluppo ha mostrato il passato di Kara, come anticipato, la quale prima di prendere coscienza di sé e diventare un androide “deviato” nella Detroit di un ipotetico, ma non troppo lontano, futuro, ella si prendeva cura della casa e della figlia di un padre single: Todd Williams.
Le immagini che caratterizzano il video potrebbero turbare, in quanto il padre si dimostra violento nei confronti della bambina e Kara dovrà scegliere se aiutarla, farsi da parte, farla fuggire o morire al posto suo in un ventaglio di molteplici possibilità.

È inoltre interessante riportarvi uno spaccato di quanto dichiarato ufficialmente da Quantic Dream per l’occasione dell’evento parigino e tradotto dalla stessa PlayStation Italia in un apposito comunicato:
“Questo è l’inizio di un intense viaggio che li porterà – l’androide deviante Kara e la ragazzina Alice – attraverso gli angoli più oscuri di Detroit in un viaggio fatto di pericoli, paura e speranza. Giocando, determinerete queste tre storie intrecciate tra loro simultaneamente attraverso le vostre azioni e decisioni. Avrete a che fare con scelte difficili, dilemmi morali e decisioni critiche che determineranno il destino dei vostri personaggi e il futuro del loro mondo.
Le vostre azioni cambieranno significativamente la storie. Le decisioni prese da un personaggio potrebbero avere ripercussioni su un altro. Dovrete sempre ricordarvi che tutti e tre i personaggi possono morire in qualsiasi momento, questo non significa arrivare al game over, ma fare in modo che la storia prosegua senza di loro…”

Livello di interessamento? Il mio è a mille.